Intervista ai Soci di UNISCA: Slow Music

1) Quando e come è nata Slow Music ETS?
Gennaio 2018, dalla volontà di Claudio Trotta di riunire un gruppo di persone molto diverse fra loro, con profondi interessi comuni ed esperienze nel campo della musica. Dopo lunghe riunioni a fine estate e autunno 2017, a inizio 2018 è nata Slow Music.

2) Perché Slow Music?
Perché bisogna recuperare la capacità di rendersi conto di cosa accade: non sempre la velocità che regna sovrana nella nostra epoca produce i risultati migliori. La lentezza invece aiuta: darsi tempo per ascoltare, capire, giudicare.

3) Qual è la principale attività che viene svolta?
E’ un insieme di attività: Slow Music è un progetto culturale che propone la filosofia del giusto e dell’etico, attraverso programmi di educazione e formazione legati alla musica, al fare musica, all’ascoltarla in profondità, alla gestione di progetti ed eventi del mondo musicale da condividere in un giusto rapporto con gli ascoltatori. Slow Music si propone come strumento d’aiuto e supporto del mercato musicale e come punto di riferimento sia per gli ascoltatori di musica, sia per gli utenti di spettacoli e di prodotti musicali. Favorisce progetti di educazione legati al ruolo della cultura musicale e alla crescita del gusto. Intende operare per armonizzare le esigenze degli operatori musicali, dei fruitori e degli spazi; il progetto è volto anche a sostenere le situazioni di disagio sociale; promuove iniziative di sensibilizzazione su questi argomenti in collaborazione con altre organizzazioni che abbiano le stesse finalità e gli stessi valori, anche in settori d’attività diversi. Slow Music sostiene il pieno rispetto delle identità culturali territoriali e punta a valorizzare le culture musicali locali a fronte della crescente omologazione imposta dalle logiche di mercato. Slow Music si associa e associa chi promuove una diversa qualità della Vita nel rispetto dei ritmi naturali, del lavoro delle persone e degli artisti, del piacere e della tutela dei consumatori.

4) Perchè è importante aderire a Slow Music?
Perché se si hanno a cuore questi valori è opportuno lavorare insieme per mantenerli, riaffermarli.

5) Qual è la visione per il futuro della vostra attività?
E’ un mondo difficile… lavoriamo alla realizzazione di progetti che rispettino i nostri scopi, i nostri ideali.

6) Quali sono le vostre speranze e desideri per il futuro dello spettacolo dal vivo in Italia?
Tanti! Prima di tutto che si verifichino occasioni per tutti, per i grandi artisti ricchi di storia e per i giovani artisti che la devono ancora scrivere: opportunità per tutti, cercando di evitare posizioni dominanti, omologazione. Pare opportuno, per svariati motivi, un ridimensionamento delle modalità produttive: continueranno ad esistere alcune megaproduzioni, che in un anno fanno pochi spettacoli affollatissimi. Tutto quello che segue, di grandi, medie, piccole dimensioni va completamente ridisegnato. Se ci pensasse anche qualche grande artista non sarebbe male!

7) Qual è il ruolo che Unisca potrà svolgere?
Probabilmente favorire tutto questo, partecipando ai tavoli dove si discute di come si pianifica e organizza il futuro del nostro settore. Cercando d’influire nelle decisioni, nelle strategie che verranno intraprese, a livello politico, sociale, culturale.

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